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Annuncio spostamento blog


Ho deciso di muovere la mia pagina web accademica e il mio blog in un posto unico, e ho scelto di fare un blog e il sito con l'hosting gratuito su wordpress. Per favore, aggiornate i vostri feed reader al seguente indirizzo:

feed://feeds.feedburner.com/FedericoGobboBlogo

Se mai cambierò di nuovo, aggiornerò il feed, così voi non vi accorgerete di nulla. Analogamente, mi sono deciso a comprare un dominio che rimarrà anch'esso permanente:

http://federicogobbo.name

Tutto ciò che ho pubblicato sul blog di Blogspot rimarrà intatto perché già riferito nel web, perciò non ha senso toglierlo. Per non perdermi di vista, potete farvi vedere in qualche social network. Quelle a cui partecipo sono tutte listate a questo indirizzo.

Blog Change News


I moved my academic web page and my blog in one place, and they are both hosted (i.e., web page and blog) with the free hosting by wordpress. Please, update your feed readers with the following:

feed://feeds.feedburner.com/FedericoGobboBlogo

If I would ever change again, I will update the feed, so you won't notice. Analogously, I finally decided to buy a domain for me. This will act as a permanent url:

http://federicogobbo.name

Every post I published in the Blogspot blog will remain here as it is already spidered by the web. If you want to be in touch with me, consider to knock me via some social network. Mine are listed here.

Ŝanĝo de blogmotoro


Mi portis mian universitatanan tekstejon kaj mian blogon al ununura ejo, ambaŭ gastigitaj de Vordpreso. Bonvolu aktualigi vian rettralegilon al la sekva treleg-adreso:

feed://feeds.feedburner.com/FedericoGobboBlogo

Se mi volus ŝanĝi denove ejon, mi aktualigos la traleg-adreson, tiel ke, vi eĉ ne notos la ŝanĝon. Simile, mi finfine min decidis aĉeti porĉiaman ttt-adreson por mi:

http://federicogobbo.name

Ĉiu blogaĵo kion mi eldonis per Blogspoto restos tie ĉar jam araneigita ttt-e. Se vi volas resti en kontakto kun mi, frapu al iu socia reto kiun mi partoprenas. La kompletan liston vi trovas tie ĉ.




Showing posts with label petitionando. Show all posts
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Friday, September 19, 2008

Italia: manteniamo le promesse di aiuti

Ricevo e pubblico:

Negli ultimi anni gli aiuti umanitari italiani hanno contribuito a salvare migliaia di vite umane e dato speranza a molti delle popolazioni più povere del mondo. Ma dal prossimo anno il governo propone di ridurre questi aiuti salva-vita di 170 milioni di Euro -- rimangiandosi la promessa fatta all'Europa di incrementare gli aiuti internazionali. 

Il ministro delle finanze Tremonti potrebbe presentare la proposta di finanziaria al Parlamento già questa settimana -- perciò prima che sia tardi riempiamolo di messaggi chiedendogli di ritirare i tagli. Compila i campi qui sotto per inviare il messaggio e, se desideri, aggiungi un tuo commento personale -- poi per favore spargi la voce a familiari e amici. Insieme possiamo salvare la reputazione dell'Italia e migliaia di vite in tutto il mondo.

Io ho firmato qui: http://www.avaaz.org/it/aiuti_umanitari/.

Thursday, September 04, 2008

Our Planet Going Underwater

I receive from Ben Wikler of avaaz.org

Imagine the sea rising around you as your country literally disappears beneath your feet, where the food you grow and the water you drink is being destroyed by salt, and your last chance is to seek refuge in other lands where climate refugees have no official status. This is not a dream, it's the fearful reality for millions of people who live on islands around the world, from the Maldives to Papua New Guinea.

That is why these small islands are planning the unprecedented step next week, ahead of the UN General Assembly meeting, of calling on the Security Council itself to address climate change as a pressing threat to international peace and security.

This is a creative move born of desperation, a challenge to global powers to end their complacency and tackle this lethal crisis with the urgency of wars. This effort could help shift the tenor of the world's debate -- from a far-off storm cloud to a life-threatening crisis here and now. But the island states' campaign will meet fierce opposition from the world’s biggest polluters, so they need our help. Sign the petition now to raise a worldwide chorus of support for this call -- our signatures will be presented to the UN by the islands' ambassadors as they introduce their resolution next week:

http://www.avaaz.org/en/sos_small_islands

Arctic ice is melting so fast that, for the first time in human history, you can sail straight through the Arctic. Hurricanes and other extreme weather patterns are growing in size and number. As an Avaaz member in St. Kitts writes, "While those in the US can evacuate an area when a powerful hurricane is on its way, those of us on the islands do not have that option." Now, small island nations -- whose highest points are often only a few meters above sea level -- are preparing evacuation plans to guarantee the survival of their populations.

President Remengesau of Palau, a small island in the Pacific, recently said:

Palau has lost at least one third of its coral reefs due to climate change related weather patterns. We also lost most of our agricultural production due to drought and extreme high tides. These are not theoretical, scientific losses -- they are the losses of our resources and our livelihoods.... For island states, time is not running out. It has run out. And our path may very well be the window to your own future and the future of our planet.

Beyond the islands, countries like Bangladesh -- population, 150 million -- face losing large parts of their landmass. The experience of our planet's most vulnerable communities serves as a warning sign of the future world we can all expect: extreme weather growing in intensity, conflict over water and food supplies, coasts disappearing and hundreds of millions made refugees.

I've signed. And you?

Wednesday, March 07, 2007

Appello per Stefano Allievi


Ho appena firmato l'appello di solidarietà per il Stefano Allievi. Riporto quanto comunicato da Dialogo.org:
Il prof. Stefano Allievi, professore di sociologia, grande studioso di islam che ha dato un grande contributo al dialogo con questa religione e che è stato fra i primi firmatari dell'appello al dialogo cristiano-islamico promosso dal nostro sito, è stato condannato per diffamazione aggravata a mezzo stampa (sei mesi, oltre a una pena pecuniaria di tremila euro), su querela di Adel Smith, per quello che ha scritto su di lui nel suo libro "Islam italiano".
E' una sentenza che consideriamo assurda ed ingiusta che crediamo metta in discussione elementari principi democratici. Condannare chi ha dedicato la sua vita di studioso al dialogo ed in particolare al dialogo con l'Islam è un brutto segnale che non può lasciarci indifferente.

Se non avete letto Islam italiano, leggete almeno questa recensione equilibrata del libro incriminato.

Per chi non lo sapesse, sembra che Adel Smith sia affetto perlomeno da una diffusa forma di telepatia.

Tuesday, February 27, 2007

Wednesday, February 07, 2007

1.000.000 di firme raccolte in tutta Europa!


Si è da poco conclusa la raccolta delle firme per chiedere l'etichettatura obbligatoria di latte, carne, uova e formaggi derivanti da animali nutriti con Ogm.

Le firme sono state consegnate a Markos Kyprianou, Commissario europeo per la Salute.

C'era anche la mia.

Thursday, February 01, 2007

Petizioni e questionari a portata di tutti


Mi piacciono le applicazioni web utili e innovative. E magari gratis, almeno per le funzionalità base. SurveyMonkey fa il paio con PetitionOnLine, dove ho già firmato diverse cose, grazie anche alle segnalazioni del Beppe nazionale.

Vale la pena di tenerla presente, se si vogliono fare dei questionari per una ricerca pilota.

Monday, January 29, 2007

Marino, che tu possa camminare ancora!


Marino Curnis è un personaggio d'altri tempi, un sognatore, certo, ma con i piedi ben piantati a terra. Che camminano. Sulla via della seta di Marco Polo. Il suo diario di viaggio è meraviglioso. Peccato che rischi di essere fermato per colpa delle burocrazie nazionali. Ha chiesto una mano, e io voglio dargliela, per quello che posso, ospitandolo sul mio blog, cioè qui. Scrive nel suo accorato ma equilibrato appello:
Eurasia Pedibus Calcantibus trova l’ennesimo ostacolo a Tehran. Mi sono qui recato (in autobus dal confine a causa del breve visto iraniano), per ottenere i visti dei 5 paesi successive all’Iran secondo il mio progetto (Turkmenistan, Uzbekistan, Tajikistan, Kirghizistan e Cina). Ma i burocrati di questo pianeta non prevedono una tipologia di viaggio che sia a piedi, ne’ che il singolo si assuma per se stesso la responsabilita’ di ogni rischio. Prevedono solo visite di breve durata subordinate all’uso di rapidi veicoli, con visti di transito (di pochi giorni) o turismo (attorno ai 30 giorni), con concessioni di durata maggiore solo a uomini d’affari (perche’ potere ed economia si danno sempre reciproca assistenza!). [...] Sarei quindi costretto (motivato dal non voler abbassare a questo infimo livello il mio Pianeta ed i miei Sogni), ad interrompere il mio Viaggio. Rispettandone l’essenza, che non e’ soltanto il muoversi a piedi, ma e’ anche un messaggio di Pace. Che invita ad “impossessarsi” a piene mani del proprio tempo e del proprio spazio (questo Pianeta!), contro questa assurda burocrazia, contro questi inutili confini politici che si oppongono ad un mondo di Pace. Che sostiene che il Pianeta Terra e’ di ognuno dei suoi abitanti e deve tornare nelle mani di ognuno, libero di essere vissuto oltre ogni confine. Le differenze culturali (dalla lingua alle tradizioni) devono essere conosciute e rispettate se realmente si desidera una Pace vera. [...] Ma se ai tempi di Marco Polo era sufficiente pagare per ottenere l’ingresso ed al contempo persino la protezione dei potenti della terra, oggi viene richiesto un pedaggio (standardizzato come l’era del consumismo vorrebbe per ogni cosa), ma non e’ offerto alcun servizio dallo stato che riscuote l’obolo.
[...] MA PRIMA DI UN’AMARA RESA, chiedo il vostro aiuto per continuare nella mia piena liberta’.

Scriviamo un'email agli indirizzi da lui indicati chiedendo di dare il miglior supporto possibile a Marino.

Questo è quanto ho scritto io:
Stimate Autorità,

nell'interesse dell'Italia e dell'Iran e come segno concreto e tangibile di buone relazioni tra i rispettivi Paesi e popoli, vi chiedo di intercedere a favore del viaggio internazionale di Marino Curnis, esempio per tutti noi di speranza e amicizia fraterna fra i nostri rispettivi popoli.

Confidando in una vostra azione concreta, vi saluto cordialmente FG

Friday, October 27, 2006

Sulla campagna "adotta un pinguino" del Beppe


Sulla campagna adotta un pinguino del Beppe nazionale (che segnalo da anni al mio corso di etica dell'informatica) posso raccontare una storia personale negativa, che ho vissuto da tecnico informatico.

L'utente medio della Pubblica Amministrazione non vuole assolutamente cambiare tecnologia, salvo costretto, perché non vuole imparare niente ma essere "lasciato in pace" (cosí mi disse un dirigente) il piú possibile. L'aggiornamento di Windo$s viene visto come un male necessario, perché "il computer nuovo vuole programmi piú potenti" (lo stesso di prima) ma cambiare tecnologia per motivi etici e non pratici è un molto difficile da far passare.

E a distanza di tempo (era il 2002, Linux era un po' meno evoluto di oggi, per la verità) devo ammettere che c'erano delle ragioni anche valide.

Per il solito utente medio cambiare tecnologia vuol dire conservare le sue competenze di interfaccia acquisendo nuove funzionalità. I vari desktop liberi (KDE, Gnome, XFCE4, etc.) sono tutti piú o meno disorientanti per l'utente medio Micro$osft in un primo momento.

Anche solo il passaggio a OpenOffice significa fare dei corsi di aggiornamento a tutti i dipendenti -- non mi si dica che Excel e Open Spreadsheet funzionano allo stesso modo.

Voglio dire, la Baviera ha sperimentato Suse Linux ed è tornata a Window$, mantenendo il passaggio di OpenOffice, ma con dei costi di aggiornamento del personale inizialmente non calcolati.

Quindi: sí, abbatti i costi di licenza, è decisamente una buona scelta dal punto di vista etico, ma -- al solito -- software libero non implica che sia tutto gratis.

Monday, October 09, 2006

Mela sí ma verde


Devo dire che i tipi di Greenpeace ci hanno proprio preso: nei contenuti e nella forma. Ho già aderito. A quando la versione italiana?

Thursday, August 24, 2006

Perché essere a capo della forza di pace in Libano non è una grande idea

Da un articolo di Cafebabel:

La Risoluzione 1701 sostiene che una forza internazionale deve essere inviata in Libano come "missione di pace". Ma i libanesi non accetteranno mai l’occupazione di truppe straniere. Una forza del genere sarebbe inaccettabile per loro, che vi vedrebbero un residuo delle antiche forze coloniali: Italia, Francia, nonché la Turchia, diretta erede dell’Impero Ottomano figurano tra i possibili Paesi che comporrebbero questa forza. Per un libanese, la cui memoria storica è molto forte, un soluzione di questo tipo non è accettabile.


Post scriptum:

Il Beppe nazionale ri-pubblica oggi (29.08) su questo argomento. Sostanzialmente non possiamo dirci equidistanti come Italia tra i contendenti in campo (Israele, Libano, Palestina) per erigerci a capofila di una missione Onu. Le argomentazioni sono nell'appello.