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Annuncio spostamento blog


Ho deciso di muovere la mia pagina web accademica e il mio blog in un posto unico, e ho scelto di fare un blog e il sito con l'hosting gratuito su wordpress. Per favore, aggiornate i vostri feed reader al seguente indirizzo:

feed://feeds.feedburner.com/FedericoGobboBlogo

Se mai cambierò di nuovo, aggiornerò il feed, così voi non vi accorgerete di nulla. Analogamente, mi sono deciso a comprare un dominio che rimarrà anch'esso permanente:

http://federicogobbo.name

Tutto ciò che ho pubblicato sul blog di Blogspot rimarrà intatto perché già riferito nel web, perciò non ha senso toglierlo. Per non perdermi di vista, potete farvi vedere in qualche social network. Quelle a cui partecipo sono tutte listate a questo indirizzo.

Blog Change News


I moved my academic web page and my blog in one place, and they are both hosted (i.e., web page and blog) with the free hosting by wordpress. Please, update your feed readers with the following:

feed://feeds.feedburner.com/FedericoGobboBlogo

If I would ever change again, I will update the feed, so you won't notice. Analogously, I finally decided to buy a domain for me. This will act as a permanent url:

http://federicogobbo.name

Every post I published in the Blogspot blog will remain here as it is already spidered by the web. If you want to be in touch with me, consider to knock me via some social network. Mine are listed here.

Ŝanĝo de blogmotoro


Mi portis mian universitatanan tekstejon kaj mian blogon al ununura ejo, ambaŭ gastigitaj de Vordpreso. Bonvolu aktualigi vian rettralegilon al la sekva treleg-adreso:

feed://feeds.feedburner.com/FedericoGobboBlogo

Se mi volus ŝanĝi denove ejon, mi aktualigos la traleg-adreson, tiel ke, vi eĉ ne notos la ŝanĝon. Simile, mi finfine min decidis aĉeti porĉiaman ttt-adreson por mi:

http://federicogobbo.name

Ĉiu blogaĵo kion mi eldonis per Blogspoto restos tie ĉar jam araneigita ttt-e. Se vi volas resti en kontakto kun mi, frapu al iu socia reto kiun mi partoprenas. La kompletan liston vi trovas tie ĉ.




Saturday, January 26, 2008

Claude Piron, chi era costui?


Qualcuno mi ha chiesto... allora rispondo. Claude Piron è stato uno dei più influenti esperantisti almeno dagli anni 1970. Purtroppo non l'ho mai incontrato di persona, anche se abbiamo avuto qualche interessantissimo scambio via posta elettronica, che ricordo con piacere e affetto. Nato nel 1931, svizzerissimo, fu traduttore all'Onu e psicologo di formazione piagetiana (ma con evidenti influenze neofreudiane, rivelate soprattutto nel suo romanzo erotico scritto sotto lo pseudonimo di Johan Balano). Scrisse un libro in francese che ebbe un discreto successo, Le défi des langues - Du gâchis au bon sens, che lessi per scrivere la mia tesi di laurea dieci anni fa e che mi aprì le porte del francese. Generazioni di esperantisti si sono avvicinati alla lingua attraverso il suo romanzo giallo didattico Gerda malaperis.

La sua visione linguistica dell'esperanto, influenzata in parte dalla sua conoscenza del cinese, mi colpì profondamente qualche anno fa, al punto tale che tradussi un suo saggio in italiano sulle reazioni psicologiche all'esperanto che ancora oggi ritengo molto valido (quasi tutti i suoi saggi, molti tradotti in italiano, sono in rete). Le sue tesi sul valore cognitivo e psicologico dell'esperanto sono state il punto di partenza per la mia ricerca. Infaticabile nello spiegare le ragionevoli ragioni della lingua internazionale ausiliaria, di recente aveva anche usato YouTube come canale di diffusione delle sue idee psicologiche e politico-linguistiche.

A differenza degli aspetti cognitivi, la sua visione linguistica dell'esperanto, che accentua i caratteri non indoeuropei, veicolata nel suo best-seller La bona lingvo, per quanto accattivante al punto tale da far nascere un movimento interno con quel nome e le immancabili controrepliche, non mi ha mai del tutto convinto e può essere, a conti fatti, controproducente. Tra l'altro, nelle sue opere narrative è molto meno rigido che nelle sue dichiarazioni d'intenti teoriche.

Scrisse una quantità impressionante di opere narrative, tra cui la serie gialla dei romanzi Ĉu, da sempre nella top ten, furorlisto, dei romanzi leggeri della comunità: semplici, divertenti, ben scritti, godibili senza l'uso del dizionario. Ho apprezzato molto il romanzo Tien, l'unica opera in esperanto che ho riletto due volte in tempi diversi della mia vita, ottimo per progresantoj. Anche la sua produzione poetica, per quanto più modesta quantitativamente, è interessante: ricordo di aver letto anni fa la raccolta Malmalice, che mi colpì per la fresca semplicità delle immagini poetiche.

Per tutti i miei amici: sono spesso su Skype

Mi hanno regalato uno skypefonino per Natale e dopo un mesetto devo dire che mi trovo bene: chiamata illimitate gratis su Skype a patto di aver ricaricato, anche solo cinque euro, nel mese precedente a quello corrente. Non scegliete l'opzione in comodato, conviene comprarselo e non pensarci più.

Chi mi conosce non avrà difficoltà a trovare il mio nome su skype...

Thursday, January 24, 2008

La voglio anch'io, la MastelCard


Magnifica. Permette di far cadere i governi... La voglio! In versione oro

Abrupte forpasis Claude Piron

Homaĝe al la klera esperantisto, mi reeldonas la sekvan filmeton de li pri la cerbofunkciado:

Wednesday, January 23, 2008

L'insipienza del rettore de La Sapienza

Ho ricevuto dal collega Luca Foggetta il seguente invito spedito da Carlo Cosmelli, associato di Fisica a Roma, uno dei 67 "incriminati".
Agli amici, a colleghi conosciuti e sconosciuti, ai cittadini tutti,
che ci hanno inviato un mail di solidarietà.

Vi invio una lettera, scritta da Giorgio Parisi, fisico teorico, membro dell'accademia dei Lincei e di molte delle più prestigiose accademie del mondo, firmatario dell'appello, che può servire a chiarire alcuni punti stravolti dai media o semplicemente non detti in precedenza, e quindi non arrivati al grande pubblico. Molte reazioni negative sono state causate da una carenza di informazione.

Per ora esiste in rete un appello da firmare in nostro appoggio, che condividiamo pienamente. Vi saremo grati se voleste aderire e renderlo noto.

L'indirizzo è : http://www.petitiononline.com/386864c0/petition.html

Leggete l'appello e vedete se volete firmarlo. Io l'ho fatto. Per correttezza, riporto anche la lettera che hanno mandato il gruppo dei 67 di Roma al rettore (con la minuscola, non se la merita la maiuscola!) de La Sapienza:
Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella città di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano.
In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato.

Qui potete leggere la lettera di Marcello Cini originaria. Notate che nessuno ha impedito a Ratzinger di parlare, né i 67 si sono sognati di rivolgersi a lui, ma correttamente, si sono rivolti al decisore, cioè al rettore. Ecco come racconta la vicenda Giorgio Parisi, in un brano della lettera summenzionata:

Il rettore non ci ha risposto e poco accortamente è andato avanti per la sua strada. A questo punto per noi (o almeno per la stragrande maggioranza dei firmatari) la questione era chiusa. La lettera è rispuntata fuori nei giorni recenti talmente all’improvviso che alcuni giornali hanno preso un abbaglio ed hanno pensato che fosse stata scritta il 10 gennaio. C’è stata una reazione popolare di un’ampiezza inaspettata (tremila interventi sul forum di Repubblica. La maggior parte a nostro favore) che a parer mio ha confermato il nostro giudizio che l’invito era incongruo.

La reazione dei lettori dei forum e quella di molti studenti romani mostra chiaramente che c’è una fortissima tensione politica intorno al problema della laicità e che la nostra lettera è stata una scintilla che ha fatto sviluppare un incendio in un bosco pieno di legna secca durante una libecciata.


Poco importa, secondo me, il fatto che Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, avesse previsto, e potete verificarlo, un intervento assolutamente non-fondamentalista, che è l'obiezione portata da molti cattolici. Il punto è che la scienza moderna, vale dire dal Seicento, il secolo della matematizzazione della natura, muove le mosse esattamente distaccandosi da quanto Ratzinger avrebbe detto nel concludere il suo intervento:
Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell'università? Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà. Al di là del suo ministero di Pastore nella Chiesa e in base alla natura intrinseca di questo ministero pastorale è suo compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro.

Proprio distaccandosi dalla teologia, intesa come speculazione intellettuale alla luce delle scritture bibliche ed evangeliche in particolare, che la scienza è divenuta moderna. Il Papa non poteva che concludere come avrebbe concluso, e questo era, francamente, inopportuno, come la petizione precisa:
Apprezziamo la sensibilità del Papa per aver declinato l'invito; non altrettanto si può dire del Rettore Renato Guarini, che si è mostrato inadatto al ruolo che ricopre, incapace di tutelare la laicità dell'Università e il dialogo universale. Inadempiente alle sue responsabilità di garante, ha posto i firmatari del suddetto appello nella scomoda posizione di dover supplire ai compiti di garanzia che gli sarebbero stati propri e determinato una spiacevolissima situazione.

In breve: moltissimi politici hanno attaccato il gruppo dei 67, andate a vedere alla fonte cos'hanno detto, come se loro avessero messo un veto sull'intervento del Papa. Perché in questo scalcagnato ex-bel-paese nessuno dice la verità? Quella con la vu minuscola? Quella degli uomini? Perché nessuno se l'è presa con il vero Primo Motore dell'inutile kaos, il rettore Renato Guarini?

Ah dottò, tu ha da parlar ingles!

L'amico Michele pone l'attenzione su un altro, ennesimo caso, di miope deriva linguistica del nostro ex-bel-paese, che continua a svilire il suo patrimonio nazionale in nome di una supposta maggior internazionalità. Cito dal blog di Michele:
L’inglese adesso vuole essere “imposto” dal Ministero a tutti i dottorandi, esso vuole diventare criterio discriminante su chi ha il diritto o no di fare scienza e ricerca, su chi può o meno iniziare la carriera accademica, a prescindere dalla disciplina scelta, sia essa fisica o storia del medioevo, a prescindere dalle competenze in altre lingue del candidato, viste come accessorie e quindi non necessarie. La conoscenza dell’italiano non è nemmeno dichiarata come indispensabile, dato che non è prevista nessuna norma a riguardo nel documento in questione, con l’esito paradossale che, a parità di altre condizioni, uno studente britannico ipso facto soddisfa tutti i criteri per accedere ai dottorati italiani, mentre un italiano che non sa l’inglese no.

Intendiamoci. È ovvio che, per un dottorando in informatica italiano come me, è impensabile scrivere la tesi di dottorato in una lingua altra dall'inglese: la ricerca nel campo dell'informatica in lingua italiana è inesistente. Diverso sarebbe stato il caso se io fossi stato francese o spagnolo. Avrei potuto scegliere. Oramai, quando penso nel campo dell'informatica penso direttamente in inglese, e a volte faccio fatica a trovare le parole per spiegare in italiano i miei concetti agli studenti (condizione che i linguisti chiamano di diglossia). È una situazione che accetto perché è il mio lavoro, ma non per questo mi dimentico che non è l'unica soluzione possibile, e comunque non la migliore possibile, da perseguire e generalizzare in tutte le discipline accademiche.

Amici e colleghi olandesi e svedesi mi raccontano che i loro Atenei, i primi ad anglicizzare i corsi di dottorato e di lì a scendere, stanno tornando sui propri passi. Perché? Intanto perché paradossalmente si forzava docenti e studenti a seguire i corsi in una lingua che, checché ce la raccontiamo, non padroneggiamo fino in fondo, quando tutti condividevano i partecipanti condividevano rispettivamente olandese o svedese. O magari c'era uno studente Erasmus. Tedesco, o danese, nei due casi che ho raccolto informalmente. Ma non solo. Si sono resi conto che mantenere un bilinguismo, seppur diglottico come la situazione che vivo io, a volte è un vantaggio. Perché si accede a un delta in più di risorse e possibilità di pubblicazione che i prigionieri del monolinguismo (inglese o altro) non hanno. Se si hanno due strumenti per interpretare lo stesso mondo di riferimento si ha un effetto doppler, i battimenti mentali creano molte più idee interessanti.

Ovviamente noi in Italia tutte queste cose le ignoriamo, a livello ministeriale, e quindi inseguiamo una linea che si è già rilevata perdente.

Uno strano libro si aggira su aNobii...


Finalmente posso rendere pubblico il mio regalo di Natale ai miei amici dei giochi di ruolo: il libro con le nostre avventure, tratto dal wiki. Inutile dire che i ragazzi erano perlomeno sorpresi... In realtà la buona notizia è che potete comprarlo anche voi, se ne avete voglia.

Vademecum per sopravvivere alle riunioni...

L'amico Fabio ne ha pubblicata una delle sue... Mi permetto di citare:
Segnati tutto. Tutto. Qualcuno dichiara la sua e-mail o il suo numero di telefono? Segnateli. Potrebbero essere del tizio che un venerdì alle 17.59 sarà l'unico sopravvissuto con la password del db di produzione. [...] Questo consiglio (arrivato da colleghi più scafato) mi è stato incredibilmente utile nei miei primi incarichi "di responsabilità". Magari come sviluppatore e basta puoi ricordarti tutto quel che riguarda il tuo lavoro. Male che vada se non ti segni un'informazione sprechi del TUO tempo per recuperarla. Invece, appena cominci a sprecare il tempo degli altri ti senti un idiota

Tuesday, January 15, 2008

Dizionario di bolognese

L'amico Daniele Vitali ha fatto e fa molto per rivitalizzare il bolognese. Ecco una sua breve ma efficace intervista su Rai Tre:

Monday, January 14, 2008

One laptop for my daughter...


Wow, here it is, One Laptop For Chld, with teh Get One Give One Program (now closed), today, Saint Belizar, the new year day of the old calendar... You can see it left to our MacBook.

Wednesday, January 09, 2008

Lezione sull'open source, creative commons e i nuovi mercati

Sempre per i miei soliti fan, ecco tre serie di presentazioni, in ordine di visione:


Sunday, January 06, 2008

Google presents itself

This slideshow is interesting at an object level (i.e. the content) and at a meta-level (i.e. the visualization). In fact, it presents at lot of facts and data in a very compact way: the use of different text dimension I liked a lot. Try have a look!

Wednesday, December 26, 2007

Conservate bene i vostri fiori...

Immagine di Emozioni negative, emozioni positiveLeggiamo io e Francesca nel libro di Bruno Brigo "Emozioni negative, emozioni positive" che è importante non far passare i vostri fiori (di Bach o altri rimedi floreali) dai lettori di codice a barre. Importantissimo anche non tenerli vicini ai cellulari. Questo perché si alterano le proprietà dei rimedi floreali che sono molto sottili.

Tuesday, December 25, 2007

Bel regalo di Natale: Skybridge

Il mio amico Marco mi ha regalato per Natale, veramente a tutti noi grandi e piccini, un bellissimo gioco, che si chiama Skybridge. Ho passato il pomeriggio a giocare con Francesca, mia moglie, e i miei fratelli Dorothea e Sebastiano, adolescenti o poco più, ed è stato veramente divertente: ci sono 5 regole 5 che impari in massimo due partite; le partite durano di solito un quarto d'ora a dir tanto e sono davvero divertenti, perché si tratta di un gioco di strategia e abilità logico-matematica, per cui un ragazzino ti può stracciare!

Infine, non c'è bisogno di alcuna competenza linguistica, perciò è veramente un gioco internazionale (sarebbe perfetto nella interkona vespero dei congressi esperantisti).

Consigliatissimo a tutti, grandi e piccini!

Monday, December 17, 2007

Ancora su LibraryThing

Ricevo e volentieri pubblico la risposta di Gio:
Ecco alcune risposte ai tuoi dubbi: la base utenti in inglese è quella che vedi qui:
http://www.librarything.it/zeitgeist
meno gli utenti delle community in lingua. Quindi 310.000 utenti, 20-21 milioni di libri.

Per la ricerca, ci affidiamo a più di 150 diverse fonti, ed è per questo che la devi scegliere. So che è complesso, ma in questo modo ti permettiamo di ottenere molti più risultati.

Le traduzioni non le abbiamo fatte noi, ma la community. Se ti registri puoi cambiare da solo tutte le traduzioni che vuoi, a meno che la community non le abbia già approvate. La mancanza di una community in esperanto è dovuta alla mancanza di persone che hanno mostrato interesse.


(non abilito i commenti al blog perché non voglio spendere del tempo a moderarli; mi piace invece pubblicare di tanto in tanto, dietro permesso degli interessati, delle risposte rilevanti come questa)

Non il male sul male, ma il bene oltre il male

Immagine di Le opere complete
Io e mia moglie siamo stati colti da una forte influenza intestinale. Così oggi sono a casa e ci stiamo rileggendo le opere di Edward Bach, Nella conferenza tenuta a Southport, Febbraio 1931, a un pubblico di omeopati, Bach ringrazia Hahnemann, il fondatore dell'omeopatia, come un suo maestro, con queste parole:
Paracelso e Hahnemann ci insegnarono a non prestare troppa attenzione ai dettagli della malattia ma di curare la personalità, l'uomo interiore, comprendendo che se la nostra natura spiriturale e mentale è in armonia, la malattia scompare. Questo insegnamento costituisce il grande fondamento del loro edificio. [...] Allora formulò la legge "il simile cura il simile".

Bach andò oltre Hahnemann, come un nano sulle spalle di un gigante. Se la malattia è il risultato di un'attività sbagliata, è un monito a non perseverare in quella direzione ma ci richiede di cambiare. Cosa fare quindi? Mettere in ordine ciò che è disordinato. Non si può aggiungere disordine per arrivare all'ordine superiore, per dirla con la logica, al massimo si riesce a ridurre il disordine o al prim'ordine, non si fa il salto qualitativo. Prosegue Bach:
Non combattiamo più la malattia con la malattia; non mettiamo più in opposizione la malattia con gli effetti della malattia; né tentiamo più di scacciare le malattie con quelle stesse sostanze che le possono causare; ma, al contrario, giungiamo a realizzare la virtù opposta che eliminerà la colpa.

Sunday, December 16, 2007

Non solo aNobii per il tuo scaffale dei libri


Come sapete, ho parlato recentemente di aNobii. Non mi sono preso la briga di comparare i concorrenti in rete, mi sono semplicemente fidato del mio pusher di siti web 2.0 (sto diventando sempre più pigro). Ricevo a seguito di quel post una mail di gio, che lavora part time nella parte italiana di Library Thing, fondata nel 2005 (quella italiana, che si sta ampliando) e che vanta un nutrito catalogo, come mostra il suo Zeitgeist.

Non vanta, a mio parere, un'altrettanta nutrita base di utenti (non sono riuscito a vedere la base di lingua inglese, non so perché non compare nella versione italiana della lista delle lingue: suppongo che sia la versione più popolare).

Perché? Probabilmente perché attua la strategia della doppia licenza: gratis i primi 200 libri, poi paghi. Non so.

Comunque mi sono iscritto, e ho messo uno dei miei libri folli, e l'ha preso subito (consiglio per gio: perché nella pagina di aggiunta libri devo specificare Amazon o altro? Non è una funzione avanzata? Quando aggiungo un libro voglio solo aggiungere un libro. Se ho problemi tipo "libro non trovato" mi dai tutti i parametri; su questo aNobii è meglio; discorso analogo per la funzione di ricerca: così com'è spaventa).

Sulle traduzioni. Consiglio di tradurre il logo dello Sconsigliatore (UnSuggester) nella pagina apposita, così com'è si perde il divertimento. Da menzionare anche la traduzione in latino, e la mancata traduzione in esperanto (ve l'aspettavate questa, eh?). Rimediabile, comunque!

In conclusione: non credo che farò lo switch, non mi piace l'idea che arrivato al mio 201 libro io debba pagare. È vero, LibraryThing non vende libri, né direttamente, né indirettamente (aNobii indirettamente lo fa, invece). Ma a me questo non dà per nulla fastidio...

Thursday, December 13, 2007

Eŭropo, rekomence de Lisbono


Finfine ni rekomencas... Espereble EU per la nova traktato eliros la nunan krizon!

Spoiler, diruttori e anticipazioni della trama dell'opera


L'ultima mia mania web 2.0 appiccicata dal solito Fabio è la comunità di Anobii. Mi sono imbattuto nel termine "spoiler" quando ho scritto il mio primo commento, e, che diavolo, non sono riuscito a trovare una traduzione decente, se non con il termine diruttore, dall'aeronautica, che è sinonimo di deflettore e che è in uso anche in italiano. In inglese spoiler è anche an electronic device for preventing unauthorized copying or sound recordings by means of a disruptive signal inaudible on the original che è metaforicamente il contrario dell'uso gergale che è invalso nell'italiano contemporaneo di "rivelatore del finale della trama di un film, un romanzo o altra opera narrativa".

Qualcuno si è occupato della cosa su Anobii e ora la traduzione è non letterale e per questo molto più fedele: *** Attenzione: di seguito anticipazioni della trama dell'opera ***

Lezione sui nuovi formati

Oggi ho tenuto la lezione sui nuovi formati al corso di Epistemologia. Per tutti gli interessati e i miei fan...